Nella replica il Palermo accusa la famiglia Polito per la rissa al Barbera. la Lega B stigmatizza i disordini e valuta sanzioni.

PALERMO – Non si placano le polemiche all’indomani del match tra Palermo e Catanzaro, valido per l’accesso alla finale play-off di Serie B. A tenere banco non è il verdetto del campo, ma la violenta rissa scoppiata nella tribuna autorità dello stadio Renzo Barbera verso la fine del primo tempo, che ha visto il coinvolgimento diverse persone. Tra i protagonisti dello scontro figurano il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, e alcuni suoi familiari.

Il bilancio parla di alcuni contusi che hanno avuto bisogno di cure mediche per ferite fortunatamente lievi. Tra i feriti si registrano Vincenzo Polito (figlio del ds e calciatore dell’Hamrun Spartans di Malta), uno steward del Palermo, una tifosa colpita accidentalmente e il giocatore del Catanzaro Gonçalo Esteves, anche lui rimasto coinvolto in maniera casuale. Rimasti illesi ma sotto shock i genitori del tecnico dei calabresi, Alberto Aquilani, che si trovavano a pochi metri dal caos e hanno abbandonato il settore.

LA RICOSTRUZIONE DEI VIDEO E LE INDAGINI DELLA DIGOS

La Digos ha avviato un’indagine approfondita acquisendo sia le immagini delle telecamere di sicurezza dello stadio, sia i numerosi filmati girati dai presenti e diffusi sul web per fare piena luce sui motivi che hanno scatenato la violenza. Secondo le prime testimonianze, gli animi sembra fossero tesi già a inizio partita a causa delle proteste della famiglia Polito contro il personale di sicurezza. Sembrerebbe queste esser state scatenate dopo il rifiuto di far entrare nel settore alcuni soggetti non in distinta tra gli accrediti consentiti al Catanzaro.