Parola d'ordine, non alimentare allarmi sulla migrazione. Uno dei primi effetti del trionfo di AfD in Sassonia-Anhalt è destinato a ricadere su uno dei dossier più caldi in Europa, dove è ormai molto ampio il fronte dei falchi sui flussi in arrivo dall'Africa.

Dopo un agosto all'insegna dello scontro, delle polemiche, e dei toni duri, tuttavia a Bruxelles stanno pensando che sia giunto il momento di abbassare i toni. Ed è soprattutto per questo che, la settimana prossima alla Plenaria di Strasburgo, il Ppe ha deciso di non appoggiare l'idea di formulare una risoluzione - con tanto di votazione - sull'emergenza nell'exclave spagnola.

Il tema, certamente, resta d'attualità. A Madrid il premier Pedro Sanchez ha deciso di desecretare le informazioni dell'intelligence sugli ingressi di massa a Ceuta in agosto, in quello che il governo iberico ha definito "un altro passo avanti nel nostro impegno di massima trasparenza e per il diritto dei cittadini di ricevere tutte le informazioni".

A Bruxelles sono volati il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares e il presidente-sindaco di Ceuta, Juan Jesus Vivas per una due giorni di incontri con la Commissione. "Ceuta sta vivendo una situazione impossibile e per questo chiediamo un sostegno alla Ue", ha sottolineato Vivas in una conferenza stampa al Parlamento europeo, nella quale ha puntato il dito sul Marocco, a suo dire deus ex machina del caos migranti.