«Le sanzioni imposte dal governo americano vengono spesso descritte come una forma di “morte civile”. Una volta sanzionato, un gruppo perde praticamente la possibilità di continuare a esistere. Nessun governo straniero dovrebbe avere il potere di infliggere una sorta di pena di morte a gruppi europei».
Shayana Kadidal è un avvocato del Center for Constitutional Rights di New York, dove da oltre vent’anni segue le battaglie legali contro gli abusi commessi in nome della sicurezza nazionale. Ha seguito i casi sui detenuti di Guantánamo, contestato la legge sul «material support» al terrorismo e la sorveglianza senza mandato della NSA. La sua è una delle voci più autorevoli negli USA ed è a lui che il collettivo italiano Autistici/Inventati si è rivolto per capire se fosse possibile agire legalmente per chiedere un delisting. A/I che, da 25 anni, offre servizi di hosting gratuiti e liberi dal controllo delle Big tech è stato, infatti, inserito nelle liste degli Specially Designated Global Terrorist. E, per questo, sottoposto a sanzioni, senza alcuna prova resa pubblica. Proprio come già accaduto a Francesca Albanese, Relatrice speciale ONU sui territori palestinesi, e ad alcuni membri e giudici della Corte Penale Internazionale. In seguito alle loro indagini e alle prese di posizione su Israele.








