di Carlo CalabròNEW YORKLa "cosiddetta" legge internazionale, secondo il Segretario di Stato Marco Rubio, vale poco. Anzi: è arrivato il momento di smantellare la Corte Penale Internazionale, "mattone per mattone se necessario", con una campagna che coinvolge il governo americano a diversi livelli: sanzioni, divieti di viaggio, revoche di visti. I giudici dell’Aia sono colpevoli di aver spiccato un mandato di cattura contro Netanyahu e di aver investigato le azioni dei soldati americani in Afghanistan. Perché l’unica legge che vale, per gli Stati Uniti, è quella degli Stati Uniti: quella del più forte. L’aveva fatto notare a gennaio Mark Carney, il primo ministro canadese, nel suo preoccupato discorso a Davos: l’ha ribadito ieri Rubio, casomai ce ne fosse bisogno: "Stati sovrani contro il globalismo", in un videomessaggio che rinforza il suo editoriale sul Wall Street Journal.
Altrettanto vale però all’interno degli Stati Uniti: la legge diventa "cosiddetta", quando si trasforma nella legge del più forte. E il più forte, in questo momento storico-politico, è l’Ice, la polizia speciale trumpiana che ha già ucciso Renée Good, una cittadina americana, perché avrebbe potuto usare la sua automobile come arma d’attacco. È la stessa identica giustificazione che ritorna adesso per giustificare la morte di un colombiano di 26 anni a Biddeford, in Maine: avrebbe potuto, con la sua auto, attaccare un agente dell’Ice, utilizzandola come arma impropria. Poco importa che i passanti non confermino che ci fosse l’intenzione di attaccare, da parte del colombiano, ma soltanto, forse, un movimento in avanti: proprio come quello di Renée Good. E poco importa che la vittima, a quanto pare, avesse tutti i documenti in regola (ma il segretario Markwayne Mullin, Segretario per la Sicurezza Interna e responsabile dell’Ice, sostiene il contrario).











