MILANO – Prima la vicenda della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, Francesca Albanese; poi quella del giudice della Corte penale internazionale, Nicolas Guillou. Quindi il collettivo italiano specializzato in servizi informatici Autistici/Inventati. Tutti sono stati inseriti nelle liste OFAC dal Tesoro degli Stati Uniti: vale a dire gli elenchi di soggetti per i quali vengono applicate delle sanzioni finanziarie.

La sigla sta per Office of Foreign Assets Control. Un organismo che può imporre restrizioni sull’uso di circuiti finanziari statunitensi a chiunque (persone fisiche, giuridiche, entità di qualsiasi genere). Senza alcun preavviso e in modo totalmente arbitrario. Sia chiaro: tali liste hanno una loro funzione. Negli elenchi figurano infatti narcotrafficanti, responsabili di tratta di esseri umani, terroristi. Ma aver affiancato a conclamati criminali i nomi di funzionari dell’ONU e giudici ha reso evidente come di tale strumento sia possibile fare un uso squisitamente politico. L’amministrazione di Washington, guidata da Donald Trump, ha in questo senso aperto una “finestra” su una realtà inquietante.

Chi è inserito negli elenchi OFAC, è tagliato dai circuiti finanziari del mondo occidentale. Quella che il Tesoro Usa sta generando, infatti, è un’autentica giustizia parallela. Chiunque venga inserito negli elenchi OFAC, viene di fatto tagliato fuori dai principali circuiti finanziari del mondo occidentale. E se si tiene conto che l’infrastruttura grazie alla quale funzionano le banche è dominata dagli Stati Uniti, si comprende facilmente quale sia il risultato: l’isolamento e l’impossibilità di operare, utilizzare i propri risparmi, effettuare un acquisto con una carta di credito Visa, Mastercard, American Express o di qualsiasi altro circuito statunitense. Ma anche i sistemi che non hanno sede nella nazione nordamericana, se ne accettano e rispettano le regole, adotterebbero l’esclusione.