La replica del legale Luca Bauccio dopo l'apertura del procedimento disciplinare: «Sull'avvelenamento non ha inventato nulla. Pillon? Getta fango sulle istituzioni»
«La dottoressa D’Angelo, che io difendo, non è stata sostituita. Si tratta di una falsità messa in giro ad arte da chi ne avrebbe un interesse e ne ricaverebbe un vantaggio. Il procedimento disciplinare, invece, lo consideriamo a nostra tutela, una cosa che abbiamo accolto di buon grado». Parte da qui la ferma smentita dell’avvocato Luca Bauccio, legale di Veruska D’Angelo, l’assistente sociale finita al centro del caso della Famiglia nel bosco di Palmoli (la coppia anglo-australiana a cui sono stati allontanati i tre figli).
Dopo l’apertura del fascicolo da parte dell’Ordine regionale abruzzese e le voci su un suo presunto allontanamento, il suo legale tenta di fare chiarezza. L’arrivo della collega Giuseppina Tittaferrante e di altre figure professionali, spiega a Open il legale, è semplicemente dovuto al fatto che l’ufficio «si è dotato dell’apporto di psicologi e nuovi assistenti sociali». D’Angelo, tuttavia, resta saldamente «applicata al caso» e, assicura il suo difensore, «lo rimarrà fino alla fine».
Il procedimento disciplinare










