L’Ordine degli assistenti sociali d’Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D’Angelo, l’assistente sociale che ha seguito il caso della famiglia del bosco di Palmoli, nel Chietino. Al centro del procedimento ci sono sei presunte violazioni del codice deontologico. D’Angelo – che non è stata rimossa – avrà ora la possibilità di presentare le proprie deduzioni e di rispondere alle contestazioni. Il fascicolo è stato aperto dal collegio territoriale di disciplina dell’Ordine dopo due segnalazioni.
La prima era stata presentata il 22 gennaio dalla presidente dell’Ordine, Francesca D’Atri, per “la necessaria verifica del corretto esercizio della professione” da parte dell’assistente sociale, anche in relazione a presunte “dichiarazioni” rilasciate alla stampa. La seconda segnalazione era arrivata sette giorni dopo dagli allora legali dei genitori, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas che poi avevano lasciato l’incarico. Nell’esposto di otto pagine, secondo quanto riportato, i legali avevano sostenuto che D’Angelo si è mostrata “ostile” e “non ha svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo”. Nel documento erano stati inoltre contestati un presunto “conflitto personale” e una gestione definita “manchevole” del rapporto con la famiglia. Posizioni quindi della difesa della coppia dei genitori verso cui sono stati presi i provvedimenti di sospensione della responsabilità genitoriale lo scorso novembre, l’allontanamento della madre dei bambi per i comportamenti “ostili” proprio nei confronti degli operatori che si sono occupati nel corso del tempo dei fratellini.






