Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiC’era una volta la Cina a cui andava l’Oscar della contraffazione legale, cioè i brevetti venivano allegramente bypassati e i prodotti Occidentali copiati e venduti (poiché senza i costi della ricerca) a poco prezzo. Non tutto è archiviato ma ormai i produttori cinesi, in gran parte, progettano e innovano senza sottrarre alcunché. Allo stesso modo c’era una volta la Cina che timidamente cercava di trovare qualche spazio in Europa per le proprie vetture, di piccola dimensione e con design improbabili. Ora produce auto di stampo Occidentale e sta lanciando un’offensiva per conquistare il mercato europeo con modelli affidabili ed eleganti. Una virata drastica anche sulle auto. Mentre Volkswagen taglia produzione e dipendenti, Stellantis frena sui piani presentati, Mercedes pensa di diversificare nel militare, i marchi cinesi procedono a spron battuto e per l’industria automobilistica europea ci sono dati allarmanti: al Salone dell’Auto di Torino, dove un tempo si sfidavano i marchi europei (e americani) quest’anno (si aprirà l’11 settembre) la Cina sarà presente con ben 20 marchi, ovvero quasi la metà degli espositori.