Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiProf licenziato perché aderisce a uno sciopero illegittimo. È vero, nel pubblico impiego non si può essere licenziati per il mancato preavviso o l’inosservanza delle prestazioni indispensabili, ma la garanzia vale per la sola violazione dei limiti esterni, cioè quando l’astensione dal servizio risulta comunque riconducibile alla nozione costituzionale di sciopero di cui all’articolo 40 della Carta fondamentale. E non quando il lavoratore aderisce a un’iniziativa che, per modalità e durata, è giudicata illegittima dalla Commissione di garanzia perché manca il carattere collettivo: in tal caso la mancata presenza in servizio è un’assenza ingiustificata e legittima il licenziamento per giusta causa. Risultato: il prof precario no vax non soltanto perde il posto ma è pure escluso dalle graduatorie provinciali per le supplenze. Così la Cassazione civile, sezione lavoro, nella sentenza n. 22927 dell’08/07/2026.

il ricorso dell’insegnante: diventa definitivo il provvedimento espulsivo perché il docente di sostegno a tempo determinato, in tempi di pandemia Covid, aderisce a un’astensione a oltranza proclamata da un sindacato autonomo nel novembre 2021. Il prof si presenta a scuola eludendo i controlli sul green pass e improvvisa un discorso sulle “libertà violate”, litigando con una collega; fornisce poi informazioni false sulla sua residenza in modo da ottenere un congedo straordinario per assistenza a un portatore di handicap. La sanzione espulsiva risulta proporzionata perché le tutele della legge del 12/06/1990, n. 146, non si applicano a condotte non qualificabili come sciopero. E ciò perché non ogni astensione collettiva è tutelata dall’articolo 40 della Costituzione: non gode dunque delle tutele previste per la legittima mobilitazione l’iniziativa che manca del carattere collettivo, ad esempio se rimette alla scelta individuale dei giorni di adesione, oppure viola i limiti esterni con durata eccessiva o modalità elusive. La commissione di garanzia, poi, ha un ruolo chiave nel giudicare la legittimità delle forme di agitazione nei servizi pubblici essenziali: