Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLo slogan “stabilità”, esibito come un brand di successo, accompagna il governo Meloni fin da quando il suo record di durata appariva lontano. Oggi la soddisfazione della premier per aver tagliato un traguardo storico è comprensibile, tanto più che in passato l'avevano esibita anche i detentori dei record precedenti, Craxi e Berlusconi. Tuttavia l'enfasi su questo aspetto rischia di far passare in secondo piano il rovescio della medaglia, cioè il crescente distacco dei cittadini dalla politica. Se ne era fatto portavoce il cantante Giorgio Gaber in anni lontani, invocando la libertà democratica come partecipazione, e non come semplice “spazio libero” da riempire, o come delega da firmare in bianco.

Sfortunatamente, nel corso dei quasi quattro anni meloniani, di partecipazione popolare se ne è vista pochina. Se escludiamo l'ultima fiammata referendaria sulla giustizia (il cui esito però l'attuale governo non ha certamente interesse a vantare) in tutte le consultazioni che si sono susseguite la percentuali dei votanti hanno continuato a ridursi (qualche volta anche a precipitare) sino a far registrare maggioranze assolute di astensionisti (e di conseguenza a decretare vincitori che rappresentano poco più di un quarto degli iscritti alle liste elettorali).