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Tre parole non propagandistiche possono identificare al meglio il governo Meloni nel giorno del record di longevità nella storia della Repubblica: identità, stabilità e pragmatismo. Sono tratti che caratterizzano un'esperienza passata indenne rispetto a mille attacchi e che hanno reso forte la coalizione che si riproporrà nel 2027 per una nuova esperienza alla guida dell'Italia. Il percorso di governo non ha avuto freni a partire da quel manifesto di valori (radici cristiane, nazione, famiglia tradizionale) consacrato nel 2019: la destra al potere ha tenuto la barra dritta a difesa dell'identità contro globalizzazione, ideologia gender e perdita di sovranità. In un Paese abituato a esecutivi brevi, la stabilità rappresenta la vera eccezione: con la Meloni è finito il tempo dei ministri italiani che cambiavano ogni nove mesi ed è arrivata un'immagine di rispetto e continuità riconosciuta a livello internazionale, persino da Donald Trump. Sulle politiche migratorie la cifra è stata coerente, grazie a temi come la riduzione degli sbarchi, il Piano Mattei, gli accordi con i Paesi nordafricani e il modello Albania.

Fisco, salari e stabilità: il bilancio dei 1.413 giorni del governo Meloni