Venezia, 8 settembre 2026 – “Non volevo solo denunciare qualcuno che costruisce un bunker, perché ognuno ha il diritto di essere pazzo, ma anche esplorare questo luogo dentro di noi, dove stiamo costruendo il nostro personale bunker'”. Dopo 'The Father' e 'The Son', Florian Zeller è tornato dietro la macchina da presa per 'Bunker', film in corsa per il Leone d'Oro a Venezia 83 – nelle nostre sale dal 21 gennaio 2027 – in cui vengono affrontate tematiche contemporanee come l'individualismo, la disuguaglianza economica, il divario sociale e le minacce ecologiche. Lo fa attraverso un thriller psicologico con protagonisti Javier Bardem e Penélope Cruz nei panni di un celebre architetto e sua moglie. Quando l'uomo accetta di costruire un rifugio di sopravvivenza per un miliardario del settore tecnologico, la decisione spinge la donna a mettere in discussione il loro matrimonio dopo 17 anni di vita insieme.

Una storia che è stata in parte ispirata al regista dal complesso costruito alle Hawaii da Mark Zuckerberg e da tutti quei multimilionari che stanno facendo lo stesso in parti diverse del mondo. '”Quando ho letto l'articolo che ne parlava sono rimasto affascinato da quella storia, perché quest'uomo ha fatto una fortuna mettendo in contatto le persone e, allo stesso tempo, stava lavorando a un 'piano B' per isolare se stesso”, osserva il regista. “Un paradosso che mi affascinava e più ci pensavo, più mi rendevo conto che siamo tutti tentati di vivere in una sorta di bunker invisibile. Il modo di vivere che stiamo adottando senza metterlo in discussione – lo stesso che questi miliardari stanno promuovendo - ci fa credere di non aver più davvero bisogno degli altri'”.