Roma, 8 set. (askanews) – La lettura è un punto di forza per l’Italia nel confronto internazionale. Gli studenti italiani ottengono 474 punti, un risultato significativamente superiore alla media Ocse di 461 e comparabile a quello di diversi sistemi europei con buone performance (ad es. la Finlandia) e superiore, per citarne alcuni, a Svezia, Germania, Portogallo, Danimarca, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

In Italia la differenza di risultati tra gli allievi più bravi e quelli con competenze meno solide è più contenuta rispetto alla media Ocse. La distanza tra il 10% degli studenti con i risultati più bassi e il 10% con i risultati più elevati è di 248 punti, contro 264 nei Paesi Ocse. Un dato particolarmente favorevole riguarda gli studenti più deboli, che ottengono risultati circa 20 punti superiori rispetto ai coetanei OCSE collocati nelle stesse fasce della distribuzione.

Più di tre studenti italiani su quattro possiedono almeno le competenze di base in lettura. Il 76% raggiunge almeno il Livello 2, rispetto al 69% nella media OCSE: una quota che colloca l’Italia in una posizione relativamente favorevole rispetto al benchmark internazionale.

Le distanze territoriali nei punteggi medi persistono anche se si sono ridotte rispetto al passato. Nel 2025, si rilevano ancora differenze nella distribuzione dei livelli di competenza: la quota sotto il Livello 2 varia dal 16% nel Nord Ovest al 34% nel Sud, indicando dove concentrare maggiormente gli interventi.