Dopo il trionfo di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, Giorgia Meloni ha scelto il silenzio, i suoi parlamentari invece no. In pochi hanno parlato in pubblico, ma basta leggere il pamphlet del centro studi di Fratelli d’Italia per cogliere la retorica a commento dello storico risultato in Germania. La sintesi è presto fornita: più che merito di AfD è il demerito della sinistra, tedesca come italiana, che cerca “l’inciucio”. E Roberto Vannacci non c’entra.
La straripante vittoria del partito di estrema destra e filoputiniano nel land più povero di Germania ha sconquassato le agende di tutta Europa. Anche in Italia, dove la maggioranza di centrodestra si è divisa tra toni entusiastici (Matteo Salvini, Lega) e moniti preoccupati (Antonio Tajani, Forza Italia). Con un abile ragionamento di propaganda interna, Fratelli d’Italia ha preferito non entrare nel dettaglio, almeno non in pubblico. Da Palazzo Chigi è filtrata la volontà di non intromettersi negli affari di un altro Paese - ancora prude la mano per il commento velenoso del governo francese dopo la vittoria di Meloni nel 2022. Ma la macchina del partito, oliata dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ha già prodotto i suoi effetti.










