I personal computer come le lavatrici, i frigoriferi e, dal giugno 2025, gli smartphone. La Commissione Europea ha posto le basi per l'arrivo di una nuova etichetta energetica pensata per i computer. Un modo per colmare una lacuna normativa che, a differenza di quanto avviene da anni per i grandi elettrodomestici, ha sempre lasciato i consumatori privi di un parametro di confronto standardizzato al momento dell'acquisto di un computer per lavoro, svago o istruzione.

In base ai riscontri emersi dalla consultazione della Direzione generale per l'energia dell'Ue, che ha pubblicato online uno studio preliminare, la futura etichetta per i pc potrebbe essere differenziata per tipologia d'uso dei vari modelli. Una necessità per non penalizzare quei computer, come i dispositivi dedicati ai videogame o le postazioni da lavoro, più potenti e dunque con richieste energetiche più elevate, quasi da risultare inefficienti. Ecco allora tre macrocategorie: notebook, computer fissi e all-in-one (con l'hardware integrato nello schermo), entro cui analizzare le prestazioni e il consumo energetico. L'indagine conoscitiva condotta su oltre 4.200 consumatori in sette Stati membri dell'Unione Europea ha permesso di testare la comprensione e l'efficacia delle proposte. Circa il 90% degli utenti riconosce e interpreta correttamente la scala di efficienza energetica basata sulle classi da A a G, mentre l'82% comprende il dato relativo al consumo assoluto espresso in wattora.