Da aprile al 3 settembre, c’è stata una progressione di violenza culminato con l’assassinio di Lorena Isceri e con il messaggio alla madre: “Tua figlia è morta”. È stato questo l’ultimo messaggio ricevuto da Antonia Argentiero il 3 settembre, alle 14.58. Poche ore dopo, nel pomeriggio, la madre di Lorena Isceri è stata convocata in questura a Lecce. Qui la Squadra mobile le ha comunicato che sua figlia era stata uccisa. La vittima del 34° femminicidio da inizio anno è stata gettata viva dal cavalcavia dell’A1, dopo essere stata aggredita e sequestrata dall’ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, morto suicida dopo 40 minuti di trattativa con la polizia. Davanti agli investigatori, la donna ha ricostruito la relazione tra sua figlia, dirigente d’azienda, e Federico Vella, raccontando il progressivo deterioramento di un rapporto iniziato nell’ottobre del 2024. Il suo racconto è finito nel verbale acquisito agli atti dell’inchiesta coordinata dal pm Antonio Natale della Procura di Firenze.
“Mia figlia e Federico si sono conosciuti nell‘ottobre 2024 a Firenze, frequentavano la stessa palestra”, ha raccontato Antonia Argentiero come ricostruisce il Corriere della Sera. All’inizio la donna era stata titubante per la differenza di età, ma poi la relazione era iniziata. Per mesi, secondo la ricostruzione della madre, le cose erano andate bene, fino alla convivenza nella casa di Federico, al Galluzzo. Il primo momento di rottura era arrivato ad aprile. Lorena aveva trovato sul telefono del compagno alcuni messaggi indirizzati a un amico, nei quali Federico gli aveva confidato di essersi innamorato di un’altra donna. A quel punto aveva deciso di chiudere la relazione. La reazione di Federico, secondo quanto riferito dalla madre, era stata violenta. “Mia figlia gli dice che vuole mettere un punto, lui reagisce prendendo i regali che lei gli ha fatto e scagliandoli a terra”. Lorena si era anche ferita ai piedi con i vetri.










