Le passioni oscure sono sempre con noi, ma non dominano costantemente la nostra vita sociale e politica. Le circostanze contano, così come conta il modo in cui i leader vi reagiscono. Nei periodi di pace e tranquillità interna, le paure si attenuano. Nei periodi di prosperità condivisa, il benessere di alcuni non si traduce in perdite per altri, e il risentimento tende a diminuire. Le condizioni che accendono o placano le passioni oscure sono plasmate dalle nostre scelte collettive. Negli ultimi decenni, per esempio, le politiche economiche statunitensi hanno favorito alcune regioni del Paese, lasciandone indietro altre. Peggio ancora, i leader statunitensi sono apparsi indifferenti alla sofferenza di chi stava perdendo terreno. Trasmettendo l’idea che alcuni cittadini contassero più di altri, questa indifferenza ha aggiunto all’esperienza della perdita l’umiliazione dell’invisibilità.
La risposta alla crisi finanziaria e alla Grande Recessione ha aggravato la situazione. Il salvataggio delle maggiori banche del Paese può essere stato necessario, ma sembrò ingiusto in un momento in cui milioni di statunitensi perdevano lavoro e casa senza tutele né compensazioni. I dirigenti d’azienda che si erano assunti rischi sconsiderati e avevano contribuito ad accelerare la crisi mantennero incarichi e bonus milionari.






