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Vince l’Afd, colpa del governo italiano. Ovviamente è un paradosso, però a leggere le dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra italiano dopo la vittoria in Sassonia del partito estremista tedesco, pare di trovarci di fronte all’ennesimo, sbaglio di mira. Certo, il dato politico che emerge dall’elezione nel Land è l’arretramento fortissimo della CDU. Ma per l’ennesima volta si conferma come la sinistra non sia più competitiva. Questo, nel quadro europeo, è un dato ormai consolidato.

Vittoria AfD in Sassonia. Merz sotto choc: "Sconfitta drammatica"

Però sembra che nel cosiddetto campo largo, più che guardare in casa propria e fare una profonda disamina dell’accaduto, sembra che la smania sia attaccare la maggioranza (italiana). E allora partono lancia in resta contro le diverse posizioni presenti nella coalizione di governo sul tema europeo (spoiler: è sempre stato così), osi attivano per il monitoraggio millimetrico su chi non condanna AfD o ne approva la vittoria. Insomma, è sempre il solito copione, il ditino alzato sulle questioni altrui dimenticandosi -rovinosamente- delle proprie. Nel Pd, per esempio, Chiara Braga sottolinea che il risultato elettorale «ha un impatto enorme sulla direzione di marcia della Germania, pensiamo alla gestione dell’immigrazione. Questo dovrebbe preoccupare il governo di centrodestra di Meloni, ha molto a che fare con la piega e il destino che rischia di prendere l’Europa. Per il centrodestra e per la presidente del Consiglio non è più il momento di essere ambigua. Vuole assecondare il disegno che partiti come l’Afd hanno di indebolire l'Europa e tornare ai nazionalismi o è pronta a prendere una posizione chiara a difesa dell'Europa che è l'unica strada possibile per rafforzare gli strumenti di posizione?».