HomeReggio EmiliaCronacaL’appello di Confedilizia: "Servono più agevolazioni"Terenziani: "La cedolare secca al 10% ha cambiato la percezione dei proprietari"La presidente Annamaria TerenzianiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDue nuovi contratti d’affitto su tre, a Reggio, sono a canone concordato. A spiegarne le ragioni è l’avvocata Annamaria Terenziani, presidente di Confedilizia Emilia-Romagna. "Negli anni abbiamo completamente invertito la tendenza – sottolinea –. A cambiare la percezione dei proprietari reggiani è stata soprattutto la cedolare secca al 10%. Il canone concordato veniva visto quasi soltanto come un modo per andare incontro all’inquilino, insomma un dare. Oggi, invece, il proprietario trova un vantaggio concreto".

Alla cedolare secca "si aggiungono gli sconti Imu introdotti dai Comuni reggiani. Reggio, tuttavia, non è tra le città che applicano le riduzioni più consistenti: vi sono Comuni che hanno previsto agevolazioni maggiori". Conta anche la durata: "Il 3+2 è una durata contenuta rassicura il proprietario, che teme di vincolare il proprio bene troppo a lungo e di trovarsi davanti a una morosità dell’inquilino". L’equilibrio dipende però dagli incentivi, sottolinea l’avvocata: "Finché esiste un vantaggio fiscale, il canone concordato funziona. Ogni tanto ci sono questi venti europei e italiani, e si parla di tassare le rendite immobiliari. Anche il presidente della Regione Michele de Pascale ha parlato di "rendita parassitaria", sia pure riferendosi agli affitti brevi. Sono parole pesanti dato che in Italia circa il 75% degli immobili appartiene a privati. Solo una quota minima fa capo a società, spesso espressione di famiglie; le vere holding sono poche. Perciò certe posizioni contro l’utilizzo della proprietà non ci rassicurano".