A Ferrara il canone concordato non è più un’eccezione per pochi: è ormai la regola. Nel 2025 il 71,5% dei nuovi contratti d’affitto firmati in città è "3+2" e non il tradizionale "4+4" a canone libero. È la quota più alta di tutta l’Emilia-Romagna: meglio di Rimini (70,9%), di Bologna (69,9%), di Reggio Emilia (66,7%) e di Ravenna (66,6%). A livello nazionale, il capoluogo estense si piazza 28° su 103, secondo l’ultimo Osservatorio Omi dell’Agenzia delle Entrate elaborato dal Sole 24 Ore sui dati 2018-2025.

Un primato che arriva insieme a un altro dato, meno confortante per chi cerca casa: il canone libero medio a Ferrara è salito a 642 euro al mese, il 30,3% in più rispetto al 2018. Il concordato è cresciuto meno, +17,5%, fermandosi a 526 euro. Restano comunque 116 euro di differenza al mese, la principale ragione – insieme agli sconti fiscali su cedolare secca e Imu – per cui proprietari e inquilini scelgono sempre più spesso la formula agevolata.

Nel resto della regione la fotografia è tutt’altro che uniforme. Dietro Ferrara, la classifica dei nove capoluoghi emiliano-romagnoli vede appunto Rimini, Bologna – che dal 2018 ha quasi raddoppiato la propria quota, allora ferma al 29,7% – Reggio Emilia e Ravenna. Più staccate Modena, al 64,1%, e poi Forlì e Piacenza, entrambe appena sopra la metà dei contratti (54,7% e 54,5%). Il vero caso a parte è Parma: solo il 20,9% dei nuovi contratti è a canone concordato, un valore che la relega non solo all’ultimo posto in regione, ma tra i più bassi in tutta Italia.