Un presidio di giustizia che rischiava di restare solo sulle spalle dei Comuni. Ora, per gli uffici del giudice di pace si apre uno spiraglio concreto. La proposta di legge regionale per sostenere le amministrazioni che ne garantiscono il funzionamento è approdata in commissione affari istituzionali e bilancio. Il testo, guidato da Vittorio Salotti, prevede un fondo complessivo di 250mila euro. Per ciascun ente potrebbe arrivare un contributo annuale fino a 25mila euro, a copertura del 50% delle spese ammissibili. A illustrare la proposta è stato il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri, firmatario dell’iniziativa. Una misura che tocca da vicino anche il nostro territorio e il futuro di servizi giudiziari fondamentali per i cittadini. Sono dieci i Comuni toscani che hanno scelto di mantenere attivi gli Uffici del giudice di pace nonostante il peso dei costi di gestione.
Tra questi anche San Miniato, Pontedera e Volterra. Il riordino del sistema ha infatti trasferito sulle amministrazioni locali una parte significativa degli oneri necessari al funzionamento dei presidi. La proposta regionale punta quindi a dare ossigeno ai Comuni e a garantire la permanenza di questi importanti punti di riferimento. "Sarebbe un segnale di buon senso", ha sottolineato Ferri durante i lavori. Il giudice di pace, infatti, si integra spesso con gli uffici di prossimità della Regione, ampliando l’offerta di servizi direttamente sul territorio. Casellari giudiziali, asseverazioni di perizie e pratiche di successione possono così essere gestiti senza raggiungere i tribunali centrali.








