Una svolta decisiva per il futuro del Giudice di Pace a San Miniato e per l’intero comprensorio. Dopo mesi di incertezza e un passato recente segnato da chiusure e udienze sospese per carenza di personale, il presidio di giustizia di piazza Buonaparte si avvia verso una nuova fase.
Questa volta, però, non si tratta di una soluzione tampone. I Comuni di San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco hanno infatti espresso – si legge nella delibera del consiglio comunale che ha approvato l’operazione – la volontà politica di sottoscrivere una convenzione per la gestione associata dell’ufficio del Giudice di Pace. Una scelta che segna un cambio di passo netto nella governance del servizio giudiziario territoriale. L’obiettivo è chiaro: razionalizzare le risorse, ridurre i costi e garantire continuità ed efficienza a un ufficio strategico per i cittadini. La gestione unitaria consentirà infatti di ottimizzare l’impiego delle risorse economiche e strumentali degli enti coinvolti.
Non solo un’operazione amministrativa, ma una risposta concreta a un problema che aveva rischiato di svuotare il territorio di un presidio fondamentale di giustizia di prossimità. Il Comune di San Miniato ha già dato il via libera confermando una linea intrapresa fin dal 2012. All’epoca, infatti, la sede rientrò tra quelle soppresse dal decreto governativo sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Ma lo stesso provvedimento lasciò aperta una possibilità: il mantenimento degli uffici attraverso la gestione associata tra enti locali. Una strada che l’amministrazione guidata allora dal sindaco Gabbanini decise di percorrere con determinazione. L’obiettivo era evitare la perdita definitiva dell’ultimo presidio giudiziario presente sul territorio. La convenzione rappresenta dunque non solo un atto tecnico, ma un investimento politico sul futuro della giustizia locale. Via libera anche al piano finanziario di previsione che è parte integrante della scelta con la ripartizione dell’impegno economico di ciascun ente per il mantenimento dell’ufficio. Per il Valdarno inferiore si apre così una fase nuova, in cui la continuità del servizio giudiziario non è più in discussione ma frutto di una scelta condivisa.






