La vera "prova del nove"
Giovanni M. Jacobazzi
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Il Ministero della Giustizia ha speso tutte le risorse del Pnrr. Adesso sarà importante vedere se seguiranno i risultati sperati, iniziando da una migliore qualità complessiva delle sentenze. Al Forum Ambrosetti di Cernobbio lo scorso fine settimana, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha tracciato un primo bilancio delle riforme legate al Pnrr: obiettivi raggiunti e risorse spese. Un risultato che il Guardasigilli ha rivendicato con orgoglio davanti alla platea di imprenditori.
Nordio ha poi parlato di un dimezzamento dei tempi della giustizia civile e di una riduzione del 31% in ambito penale, con un abbattimento delle pendenze civili superiore al 90% in tre anni: un livello, ha sottolineato, ormai allineato alla media europea. Un traguardo che il ministro ha attribuito al lavoro della magistratura e, soprattutto, agli investimenti organizzativi introdotti dal suo dicastero. Al netto delle cifre, il passaggio più interessante ha riguardato proprio il rafforzamento strutturale del personale della giustizia. Per la prima volta nella storia repubblicana, entro l’anno la magistratura raggiungerà il pieno organico: dai meno di 9mila magistrati in servizio nell’ultimo anno (a fronte di una pianta organica di 10.500, con una scopertura del 15-20%) si è arrivati a un percorso di reclutamento straordinario, con quattro maxi concorsi banditi nel corso del mandato. Difficilmente con questi numeri l’Associazione nazionale magistrati potrà ancora lamentarsi.






