La Sassonia-Anhalt è uno dei Länder meno popolosi e più piccoli della Germania; eppure, se l’AfD dovesse entrare nel governo regionale, grazie ad un accordo con il partito di estrema sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) che condivide alcune posizioni simili, saremmo di fronte a un evento che va ben oltre i confini di quel territorio: sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica federale che un partito di estrema destra governa un Land. Il valore simbolico di questo passaggio, al di là delle percentuali raggiunte da partito di massa, è enorme, perché l’AfD infrangerebbe il cosiddetto cordone sanitario che finora ha tenuto il partito fuori da ogni coalizione di governo, a livello sia regionale che federale.

Quando si parla di parallelismi tra presente e passato e di storia che non si ripete ma può fare rima con se stessa si rischia di entrare nel grottesco; tuttavia, fa quantomeno sussultare il fatto che ai tempi della Repubblica di Weimar (1919-1933) il partito nazionalsocialista ottenne un clamoroso successo conquistando il 40,7 per cento, proprio alle elezioni del Landtag del Libero Stato di Anhalt del 1932, ed insediandosi nel primo governo a guida nazista in Germania.​

Oggi, attraverso il governo di un Land, l’AfD entrerebbe automaticamente negli ingranaggi istituzionali della Repubblica Federale anche a livello nazionale, ottenendo seggi e voce in capitolo nel Bundesrat, la Camera che rappresenta i governi regionali a Berlino. È come immaginare un agente patogeno che riesce a superare la prima barriera di difesa di un organismo: da lì, anche se il punto d’ingresso è piccolo e periferico, può iniziare a circolare nel resto del corpo. Un partito che oggi parla da un Land ai margini demografici della Germania, domani potrebbe portare le sue istanze più radicali dentro le stanze in cui si negoziano le leggi per l’intero Paese.