MANIAGO (PORDENONE) - Non servono grandi discorsi per parlare di rispetto del territorio. A volte bastano un video, una battuta azzeccata e un messaggio diretto. È questa la strada scelta dalla Gioventù Maniaghese, che ha lanciato sui propri canali social una serie di brevi filmati dedicati ad alcuni comportamenti che incidono sul decoro, sulla sicurezza e sulla vivibilità della città. Un’attività promossa dai giovani per i giovani, anche se, viene spontaneo ricordarlo, non sono necessariamente i ragazzi i principali destinatari dei richiami. Il primo tema affrontato è quello dei vandalismi e degli imbrattamenti. «Tanto chi mi vede?» è la provocazione scelta per introdurre il video. La risposta è altrettanto semplice: probabilmente molte più persone di quanto tu immagini. Videosorveglianza, controlli e attenzione dei cittadini rendono tutt’altro che scontato riuscire a farla franca. E, soprattutto, ricorda la campagna, «chi rompe paga»: dietro a un atto vandalico non c’è soltanto un danno materiale, ma un costo che ricade sulla comunità o, sempre più frequentemente, come dimostrano i numerosi verbali recenti della Polizia locale, la famiglia stessa dell'imbrattatore, quando si tratta di minorenni. Un altro filmato punta, invece, il dito contro l’abbandono dei rifiuti. L’immagine è quella di un sacco lasciato in un campo: «Un sacco in un campo non sparisce quando smetti di guardarlo». Un modo ironico per affrontare un problema che, in alcune zone del territorio, assume anche la forma dei cosiddetti furbetti dei rifiuti. Persone che, talvolta provenienti anche da fuori città, scelgono aree verdi, strade secondarie e luoghi appartati per liberarsi di ingombranti e materiali che dovrebbero invece essere conferiti secondo le modalità previste. Anche perché la piazzola ecologica accoglie tutto con orari ampi e senza costi.