HomeMilanoCronacaI comitati che non vogliono i data center nel Milanese uniscono le forze: “Facciamo massa critica per vincere la nostra battaglia”All’iniziativa partita da Peschiera Borromeo arrivano adesioni dal Rhodense, l’hinterland nord e la provincia pavese. “Lo sviluppo metta al centro salute e ambiente”I Comitati chiedono alle istituzioni una maggiore regolamentazione del fenomenoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPeschiera Borromeo (Milano), 8 settembre 2026 – Con adesioni dal Sud Milano, dal Rhodense e dal Pavese, nasce la rete dei Comitati “Stop data center”, per contrastare l’eccessiva proliferazione dei cervelloni informatici. Il primo passo è la sottoscrizione di un documento condiviso, già fatto proprio da 22 fra Comitati, movimenti e Osservatori locali. Non si tratta di un “no” aprioristico alla tecnologia e alla digitalizzazione, ma della richiesta di “uno sviluppo razionale, sostenibile e pianificato, che tenga conto degli impatti complessivi e metta al centro l’interesse collettivo, la salute, l’ambiente, la tutela dei territori”.

La frazione San Bovio di Peschiera dov'è prevista la realizzazione di un data center

Erosione di suolo

La mobilitazione prende le mosse da un trend ormai in atto, ossia l’arrivo massiccio, nel Milanese ma non solo, di centri per la gestione dei dati informatici. Strutture destinate a sorgere nel giro di alcuni anni, o già in fase di realizzazione. Il fronte del “no” evidenzia che si tratta di impianti fortemente energivori, la cui costruzione, in più di un caso, comporta l’erosione di suolo libero e i cui effetti sulla salute, nel lungo periodo, non sono ancora stati scandagliati. Da qui la presa di posizione di Comitati e Movimenti, che hanno deciso di fare da cassa di risonanza ai timori dei cittadini. E così, nel “manifesto verso un movimento contro lo sviluppo irrazionale dei dati center” la principale richiesta riguarda la stesura di un piano nazionale, per stabilire il reale fabbisogno del nostro Paese e l’ubicazione di questi impianti.