La partita sui Campi Flegrei si sposta in Parlamento. Dopo il vertice del 31 agosto in Prefettura a Napoli con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ora tocca al governo fare il passo successivo: esaminare e approvare gli emendamenti al decreto legge varato dall’esecutivo Meloni il 7 agosto, all’indomani della nuova scossa nell’area flegrea. Il provvedimento dovrà essere convertito in legge entro il 4 ottobre e i Comuni chiedono che nel testo trovino spazio tutte le misure ritenute indispensabili per affrontare un’emergenza che, per il territorio, non può essere gestita più soltanto nell’immediato.
Il confronto Il primo passaggio è fissato per oggi alle 16.45, quando la commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, presieduta da Mauro Rotelli di Fratelli d’Italia, ascolterà in audizione informale i rappresentanti istituzionali dell’area. Al tavolo ci saranno Laura Lieto, vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli, i sindaci di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo, di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e di Quarto, Antonio Sabino. È proprio da Pozzuoli che arriva una richiesta netta: «Approvare gli emendamenti elaborati dalla cabina di regia e condivisi con i comitati e le istituzioni del territorio». Mentre il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione incalza: «Abbiamo fatto un lavoro di sintesi con i comitati e le istituzioni per raggiungere questo corpo di emendamenti», è la posizione comune dei primi cittadini, che punta a ottenere il via libera a tutte le modifiche proposte. Tra le priorità c’è innanzitutto il personale. I Comuni chiedono la possibilità di stabilizzare i dipendenti assunti negli ultimi tre anni, senza che questo comporti un sacrificio sulla pianta organica. Tecnici e agenti della polizia municipale sono considerati indispensabili per garantire non soltanto la gestione dell’emergenza, ma anche quella dell’ordinario. Senza un rafforzamento stabile degli organici, il rischio è che gli enti locali continuino a non avere le risorse umane necessarie per affrontare una situazione che richiede attività tecniche, controlli, pratiche amministrative e presidio del territorio. Le prospettive Altro capitolo riguarda i costoni. La fascia tricolore di Bacoli chiede che vengano «individuate risorse certe e attribuiti al commissario (Fulvio Soccodato, ndr) poteri adeguati per consentire interventi rapidi sulle aree a rischio. L’obiettivo è evitare che la macchina amministrativa si trovi nuovamente a rincorrere l’emergenza dopo ogni evento, senza poter intervenire preventivamente sulle situazioni più critiche». C’è poi il nodo delle attività commerciali. Gli effetti del bradisismo e delle evacuazioni non riguardano infatti soltanto le abitazioni. Da qui la richiesta di contributi destinati alle imprese e agli esercizi commerciali maggiormente colpiti. Il provvedimento Ma la richiesta più ambiziosa resta quella della legge speciale per i Campi Flegrei. Una prospettiva già inserita nel decreto legge e che i Comuni chiedono di trasformare rapidamente in un intervento strutturale. Perché, è il ragionamento che arriva dal territorio e ribadito nei giorni scorsi anche dal presidente della Regione Roberto Fico, «il bradisismo non può essere affrontato soltanto dopo ogni nuova scossa, con provvedimenti episodici e misure emergenziali». L’auspicio è che l’ascolto parlamentare produca risposte concrete e immediate. Perché, avvertono dai Campi Flegrei, «il mancato accoglimento degli emendamenti rischierebbe di alimentare ulteriormente la tensione sociale. Una tensione - conclude Della Ragione - che riguarda gli sfollati, chi teme di dover lasciare la propria abitazione in futuro e più in generale una comunità che chiede risposte strutturali».







