«Nascoste», «rese invisibili», invitate a «restare in alcuni locali». Al loro posto, al terzo piano della Tour Eiffel, i colleghi uomini. Le donne che lavorano presso il monumento simbolo di Parigi protestano, accusando i responsabili della gestione di averle fatte «sparire» perché così aveva chiesto una delegazione di alti dignitari indiani, personalità indù che avevano festeggiato nelle strade per giorni, con cortei e danze in costumi tradizionali, l'inaugurazione di un nuovo tempio a est di Parigi. Alla Sete, la società che gestisce la Tour Eiffel, avrebbero chiesto ieri ed ottenuto che una delegazione visitasse il monumento.
A condizione che facessero "scomparire" le donne impiegate. Le lavoratrici protestano e spiegano quanto avvenuto in una lettera, i sindacati chiedono spiegazioni alla direzione, che respinge le accuse. A far emergere la vicenda è stato il quotidiano Le Parisien, secondo il quale ieri, in occasione della grande parata, con 14 carri a sfilare fra due ali di folla, una delegazione dell'organizzazione religiosa indù Baps (Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha), organizzatrice del grande evento, ha chiesto di poter avere accesso ad una visita privata del monumento. I visitatori indiani, secondo informazioni di Le Parisien, avrebbero fatto pressione sui dirigenti della Sete, la società di gestione della Torre, affinché il personale femminile fosse «messo da parte». Un agente della società, che ha assistito alla scena, ha usato la parola «nascosto».










