Il dossier ucraino torna a muoversi almeno sul piano diplomatico. Fonti dell'Eliseo hanno riferito che i negoziatori americani a Kiev hanno parlato con alcuni rappresentanti europei di una "nuova disponibilità russa a negoziare". Un'apertura di Mosca, dunque, a riprendere i negoziati con l'Ucraina che si concrezzerebbe "dopo le elezioni alla Duma". Secondo quanto trapelato, gli americani avrebbero indicato la necessità di "prepararsi ad una ripresa del negoziato" proprio in vista di quella scadenza elettorale.
A muoversi sul terreno sono stati gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, reduci da un incontro con Vadimir Putin. I due avrebbero riferito gli esiti dell'incontro al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e, separatamente, ai rappresentanti degli europei in formato "E3", Germania, Francia e Regno Unito. Le proposte presentate a Mosca e Kiev per porre fine al conflitto sarebbero state giudicate "efficaci" dagli ucraini, anche se agli europei non sarebbero stati precisati i parametri di tale negoziato.
Da Parigi arriva una lettura cauta ma non pessimista. La fonte dell'Eliseo ha definito "incoraggiante "il "nuovo impegno dei negoziatori americani" sull'Ucraina e il fatto che abbiano parlato di "una volontà russa" di tornare al tavolo. Altro elemento ritenuto significativo è la rassicurazione, sempre riferita dai negoziatori Usa, che "gli europei saranno previsti nel negoziato". Un tema su cui gli Stati Ue hanno insistito fin dall'inizio della crisi per non restare ai margini. La presidenza francese tuttavia ha invitato a non trarre conclusioni affrettate. Questo rilancio del dialogo "non consente di concludere che, all'improvviso, tutto sia risolto", ma apre comunque uno spazio di lavoro e la possibilità concreta "di fare diplomazia".












