Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Gli inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, tornano alla base dopo la spola tra Mosca e Kiev, pronti a riferire a Donald Trump sugli incontri con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Un resoconto su una missione difficilissima, puntellata dalle linee rosse dei due leader in guerra, che nella ricostruzione americana lascia intravedere spiragli: «Sono stati compiuti progressi sostanziali, compresi passi avanti nella programmazione di ulteriori colloqui trilaterali», ha annunciato Witkoff.Lo stesso Trump, che sarebbe pronto a telefonare direttamente ai leader di Kiev e del Cremlino, ha sentito nel frattempo il premier britannico Andy Burnham, concordando, secondo quanto fatto trapelare da Londra, «l'impegno comune per il cessate il fuoco in Ucraina».L'apertura riferita dall'Eliseo

Anche se i nodi da sciogliere restano sempre gli stessi, a partire dai territori, qualcosa dietro le quinte sembra muoversi. I negoziatori americani hanno infatti riferito all'Ucraina una «rinnovata» disponibilità russa a trattare dopo le elezioni per la Duma, in calendario dal 18 al 20 settembre, ha raccontato una fonte dell'Eliseo. La Francia, così come la Gran Bretagna e la Germania, ha partecipato a uno dei round di colloqui che si sono svolti a Kiev, confermando la voglia dell'Europa di continuare a sostenere l'Ucraina ed essere parte del processo di pace.