Un «jet privato» con a bordo gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax, è atterrato a Mosca la mattina di sabato 5 settembre. «La situazione non è facile da discutere», ha detto il presidente russo Vladimir Putin alla delegazione Usa, riporta la Tass.
Venerdì alcuni funzionari statunitensi avevano raccontato alla testata online Axios che i due emissari di Donald Trump hanno in programma colloqui con Putin per sabato e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per domenica.
E proprio lo scalo di Kiev, dove Witkoff e Kushner dovrebbero atterrare domenica, è stato preso di mira dalle forze armate russe durante la notte. «Si sono verificati attacchi russi dimostrativi contro i nostri aeroporti, a Kiev e a Boryspil», ha scritto su X Zelensky, considerandola «una reazione alle discussioni e ai preparativi relativi alla possibilità che la parte statunitense utilizzi un aereo per recarsi in Ucraina e atterrare all’aeroporto di Kiev o a quello di Boryspil». Gli attacchi, per il presidente ucraino, sono «palesi» e «intenzionali», lanciati per «la prima volta da molto tempo». E ha aggiunto su Telegram: «I droni “Shahed” russo-iraniani sono una risposta alla diplomazia americana».










