Perché perde terreno mentre gli altri sport si affermano nel mondo? Non c'è una sola risposta ma una serie di cause che concorrono a determinare un trend consolidato

Che il calcio italiano stia attraversando una lunga crisi lo dicono, prima di qualsiasi opinione, i numeri: la Nazionale fuori dai mondiali per tre edizioni consecutive, le squadre di club che non vincono la Champions League dal 2010. Ma c'è un dato, contestuale, che fa interrogare sulle cause e sulle prospettive di questa crisi: i successi degli italiani negli altri sport, da Kimi Antonelli a Jannik Sinner, dominanti in Formula 1 e nel tennis, passando per la pallavolo, il nuoto e l'atletica. La domanda è soprattutto una: perché il calcio italiano perde terreno mentre gli altri sport si affermano nel mondo? E a questa se ne lega un'altra: perché non crescono più campioni italiani nel calcio mentre abbondano negli altri sport? Non c'è una sola risposta ma una serie di cause che concorrono a determinare un trend consolidato.

Le risorse e gli investimenti, il ritardo accumulato

Il primo fattore da considerare è di natura economica. Veniamo da anni di mancati investimenti, soprattutto nelle infrastrutture. Stadi vecchi, la maggior parte è stata costruita nel secolo scorso, e nuovi progetti bloccati dalla burocrazia. Minori risorse rispetto agli altri grandi campionati europei: gli incassi, il marketing, i servizi e i diritti televisivi garantiscono incassi molto più bassi rispetto agli altri campionati più competitivi, Premier League, Liga e Bundesliga. In sostanza, la serie A genera ricavi medi per club nettamente inferiori agli altri. Tutto questo si traduce in una minore capacità di attrarre talento ma anche, soprattutto, di crearlo, visti gli investimenti sempre più contenuti nei settori giovanili. Da questo punto di vista c'è una differenza sostanziale tra il calcio e gli altri sport. Le risorse necessarie a diventare un campione nel tennis e nella Formula 1, pure ingenti o ingentissime, sono da ricondurre a investimenti familiari o comunque a una dimensione individuale. E il successo negli altri sport di squadra è molto meno legato all'investimento economico.