Davanti alla standing ovation che ha ricevuto sul palco della Sala Grande al Lido, non ha trattenuto la commozione Ellen Burstyn, una delle più grandi interpreti del cinema americano, alla quale la Mostra del Cinema di Venezia rende omaggio con il secondo Leone alla carriera, dopo quello attribuito in apertura a George Clooney. "Così mi fate piangere" ha detto la grande attrice, classe 1932, elegante in un lungo abito giallo girasole con giacca in tinta -. Ho capito che un premio alla carriera non è solo una testimonianza di ciò che hai effettivamente realizzato, ma anche di ciò che hai imparato". Burstyn, premio Oscar per Alice non abita più qui di Martin Scorsese, ha ripercorso quindi in un breve discorso alcune tappe del suo excursus: "Non volevo solo il successo. Volevo imparare a essere il tipo di attrice che conoscevo e ammiravo" ha spiegato, sottolineando il ruolo fondamentale dell'incontro con Lee Strasberg e l'Actor's studio (di cui ora è presidente, ndr) "che mi hanno cambiato la vita".
Ellen Burstyn Leone d'oro alla carriera
Ha condiviso anche un aneddoto legato alle riprese di Alice non abita più qui: "Stavo girando una scena in auto e c'era un grosso dirupo sul lato destro della macchina. Il problema era che avevo Martin Scorsese, il direttore della fotografia, l'operatore di ripresa e il tecnico delle luci sul cofano e non riuscivo a vedere il lato della strada, avrei potuto sbandare e ucciderci tutti. Poi ho realizzato che mi bastava seguire la linea bianca in mezzo alla strada. Ed è così che sono riuscita a non uccidere Scorsese - ha aggiunto sorridendo -. Ho compreso che individuare quella 'linea bianca' sulla strada è un buon esercizio da fare ogni volta che si è in difficoltà, per tirarsi fuori dai guai, così l'ho fatto per il resto della mia vita. Spero, anzi, prego che anche il mio Paese trovi molto presto la sua linea bianca e che la possiate trovare anche voi".














