I primi 40 detenuti sottoposti al regime di 41-bis sono arrivati nella casa circondariale “Ettore Scalas” di Uta. L'avvio della sezione destinata al carcere duro riaccende lo scontro politico sulla scelta del Governo e porta il Partito democratico della provincia di Cagliari ad attaccare frontalmente l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

A intervenire è il segretario provinciale del Pd, Efisio De Muru, che parla di uno scenario contro il quale il partito sostiene di battersi da oltre un anno.

«La Sardegna viene usata ancora una volta come la Cayenna d'Italia per confinare i peggiori criminali lontano dal Continente, scaricando sull'Isola e sul nostro territorio le criticità e i problemi di sicurezza del sistema penitenziario nazionale», sostiene De Muru.

La questione era già stata sollevata dal Pd nei mesi scorsi, anche in Consiglio comunale a Capoterra, il centro abitato più vicino al carcere di Uta, distante circa quattro chilometri. Secondo i democratici, la presenza di una sezione destinata ai detenuti in regime di 41-bis potrebbe avere ricadute non soltanto sul sistema carcerario, ma anche sul territorio circostante.

«Ospitare una concentrazione così elevata di mafiosi e terroristi – afferma ancora De Muru – espone il territorio e il tessuto produttivo locale al rischio concreto di infiltrazioni criminali e malavitose».