A Orizzonti presentato “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci
Venezia, 7 set. (askanews) – Riccardo Scamarcio è il padre di un bambino con una grave disabilità che nel nipote adolescente ritrova il figlio che avrebbe voluto avere. Parla di figli idealizzati, aspettative deluse e paternità, “I figli della scimmia”, opera prima di Tommaso Landucci presentata a Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (nelle sale italiane dal 17 settembre con Medusa).
Il regista ha raccontato di aver iniziato a pensare al film nel momento in cui stava per diventare genitore e di essere partito, come suggestione, dalla fiaba di Esopo sulla scimmia che ama uno dei due figli e disprezza l’altro. “Quando aspetti un bambino cominci a immaginarti come sarà, fai delle proiezioni, anche su te stesso, su come sarai tu come padre”, racconta Landucci. Nel film quelle aspettative “vengono in qualche modo cambiate, forse deluse”, e il padre “deve farci i conti”.
“La parte interessante era stare in questo contrasto, in questa zona grigia”. La disabilità per Landucci, non è il tema principale ma la lente attraverso cui guardare qualcosa di più ampio: “Spero che parli a famiglie con persone con disabilità al loro interno, ma che parli in generale a padri e madri che hanno aspettative legate ai propri figli deluse da prospettive personali, dal vedere il proprio figlio non come un’altra persona ma come un proprio erede”.










