HomeMagazineCinema e Serie TvScamarcio “doppio“ papà: otto minuti di applausiDario ha una moglie, un figlio di dieci anni e una vita interamente organizzata intorno a quel figlio, tetraplegico. Nutrirlo,...Riccardo Scamarcio, 46 anni, nel film di Tommaso Landucci I figli della scimmia è un padre attento e inquietoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciDario ha una moglie, un figlio di dieci anni e una vita interamente organizzata intorno a quel figlio, tetraplegico. Nutrirlo, lavarlo, vestirlo, sistemarlo sulla sedia a rotelle, accompagnarlo in auto alla fisioterapia e in piscina sono la sua routine. Ne I figli della scimmia, sezione Orizzonti, opera prima di Tommaso Landucci, Riccardo Scamarcio è un padre amorevole di un bambino con una disabilità (interpretato dal bravissimo Andrea Aggio), con un forte rapporto di confidenza con il nipote adolescente. Perché insieme a lui può vivere quelle esperienze, da genitore, sempre sognate e impossibili da vivere con il figlio. Al Lido il film è accolto con otto minuti di applausi.
"Questo film nasce dal desiderio di raccontare un padre – spiega Landucci – che a un certo punto si trova a fare i conti con una parte di sé che aveva messo da parte. Mi interessava raccontare questo conflitto senza dare giudizi". E prosegue: "L’incontro con Andrea è stato fondamentale. Ci serviva per il ruolo un ragazzo con disabilità, che però fosse anche consapevole di quello che stava facendo e potesse recitare. Andrea, affetto da paralisi cerebrale infantile, è totalmente cognitivo, tanto che ha anche arricchito il personaggio con gesti che compie nella sua vita". Per conoscere Andrea "sono andato a casa sua – racconta Scamarcio – Ho incontrato i genitori, la sorella. Lui guida la sua sedia a rotelle elettrica col piede sinistro su un joystick, ed è quindi indipendente del movimento: mi ha subito portato davanti alla tv per vedere un mio film su Netflix".







