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Niente perizia psichiatrica per Andrea Sempio. A spiegarne il perché, ospite di Dario Maltese a Morning News su Canale 5, è il suo legale, l'avvocato Liborio Cataliotti, che respinge con decisione l'idea di una fuga dal processo per l'omicidio di Chiara Poggi. Interpellato sul rifiuto di sottoporsi all'accertamento affidato dalla Procura della Repubblica al professor Roberto Catanesi, Cataliotti è netto: "È l'esatto contrario" di una fuga. Il legale ricorda che la consulenza avrebbe un duplice obiettivo: verificare la capacità di intendere e di volere di Sempio al momento dei fatti e la sua capacità di partecipare coscientemente al processo. Una richiesta, sottolinea l'avvocato, che nella prassi italiana viene avanzata nella maggioranza dei casi proprio dalle difese, perché un esito di incapacità porterebbe a conseguenze favorevoli per l'imputato: dal proscioglimento alla sospensione del processo, fino a uno sconto di pena.
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Proprio per questo, spiega Cataliotti, la scelta di Sempio va letta all'opposto: "Non vogliamo sconti di pena, non vogliamo sospensione del processo, non vogliamo un proscioglimento per incapacità di intendere e di volere". L'obiettivo dichiarato dalla difesa è uno solo, l'assoluzione piena, "il che significa volersi confrontare con il processo e certo non scappare dallo stesso". Sul clima di ossessione mediatica che da anni ruota attorno al caso, il penalista si mostra distaccato: a suo dire l'opinione pubblica conta relativamente poco, perché sono i giudici - dotati di competenze tecniche superiori rispetto al "quisque de populo" - a decidere l'esito dei processi, non il sentire comune.











