A vent’anni ha vinto il Gran Premio d’Italia partendo dalla diciannovesima posizione e completando 26 sorpassi, riportando un pilota italiano sul gradino più alto di Monza dopo sessant’anni. Qualunque cosa accadrà nel Mondiale, Antonelli ha già cominciato a occupare un posto particolare nell’immaginario sportivo italianoA vent’anni ha vinto il Gran Premio d’Italia partendo dalla diciannovesima posizione e completando 26 sorpassi, riportando un pilota italiano sul gradino più alto di Monza dopo sessant’anni. Qualunque cosa accadrà nel Mondiale, Antonelli ha già cominciato a occupare un posto particolare nell’immaginario sportivo italianoMancano quattro giri alla fine del Gran Premio d’Italia, Kimi Antonelli finisce nella ghiaia della prima variante e per qualche secondo sembra aver buttato via una gara che ha già avuto abbastanza colpi di scena per durarne tre. È partito diciannovesimo, ha attraversato praticamente tutto il gruppo, è arrivato in testa, ha perso la posizione, si è fermato ai box e ha recuperato quasi nove secondi al compagno di squadra George Russell in dieci giri. Ora è di nuovo lì, a pochi metri dalla Mercedes numero 63, ma con le ruote sporche e pochissimo tempo rimasto. Due giri dopo gli è nuovamente addosso, come un pilota veterano. Come se fosse in formula uno da dieci anni, ma Kimi ha vent'anni da meno di due settimane. Al giro 51 il sorpasso definitivo per prendersi il primo posto. All'ultimo passaggio fa anche segnare il giro più veloce della gara, 1'23"504, a quasi 250 chilometri orari di media.Una vittoria che è già leggendaCi sono vittorie che valgono venticinque punti e vittorie che, con il passare degli anni, diventano il modo più rapido per raccontare un atleta. E quella di Monza, per Antonelli, è la gara che diventerà il primo capitolo del racconto della sua carriera: qualunque cosa succeda nei prossimi mesi, anche se il Mondiale che oggi sembra avvicinarsi dovesse sfuggirgli, resterà sempre la domenica in cui un ragazzo italiano partì dalla penultima fila e attraversò il gruppo per vincere davanti al pubblico di casa. Perché la narrazione di questo GP d'Italia ha tutte le caratteristiche del racconto epico. Il weekend del nuovo enfant prodige della Formula 1 era iniziato con l'obiettivo di limitare i danni: in qualifica aveva ottenuto il settimo tempo, ma la Mercedes aveva deciso di sostituire diversi componenti della power unit, accumulando 30 posizioni di penalità. Con due vetture destinate a partire dalla pit lane, il leader del Mondiale si era ritrovato diciannovesimo sulla griglia.Parte con le gomme dure e in appena due giri è già dodicesimo. Poi Charles Leclerc perde il controllo della Ferrari alla Parabolica, colpisce violentemente le barriere e provoca la bandiera rossa. Alla ripartenza Antonelli monta le medie e ricomincia: ottavo dopo il nuovo via, sesto al decimo giro, terzo al tredicesimo, secondo al sedicesimo. Al giro 18 supera Russell e per la prima volta guida il Gran Premio d'Italia. Da quel momento Monza diventa quasi una gara di ciclismo a 300 chilometri orari. Le nuove monoposto e la gestione dell'energia fanno sì che Antonelli e Russell inizino una sfida di controsorpassi sfruttando scia e deployment della batteria. La Mercedes a un certo punto chiede ai due di smettere di fare "yo-yo", anche perché Verstappen è abbastanza vicino da approfittare di un errore. L'episodio che decide tutto arriva al giro 29, quando la Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Lance Stroll permette ad Antonelli di fermarsi e montare un nuovo set di gomme medie. Russell resta fuori sulle hard. Kimi rientra sesto e deve ricominciare un'altra rimonta. Quando mancano quindici giri Russell ha ancora quasi nove secondi di vantaggio. Dieci tornate più tardi Antonelli gli è praticamente incollato. Poi la ghiaia, il recupero e il sorpasso finale.Alla fine Pirelli conterà 26 sorpassi completati da Antonelli durante il Gran Premio, un numero gonfiato anche dai ripetuti scambi di posizione nella lotta di testa, ma che rende bene la quantità di traffico attraversata dal numero 12. Partire diciannovesimo e vincere lo porta inoltre al livello della seconda posizione di partenza più arretrata da cui sia mai stato conquistato un Gran Premio di Formula 1: davanti rimane il 22° posto da cui John Watson vinse a Long Beach nel 1983; Antonelli eguaglia il 19° di Bill Vukovich alla 500 Miglia di Indianapolis del 1954, che allora valeva per il Mondiale.Sessant'anni dopo ScarfiottiA delineare i contorni dell'impresa i 60 anni che lo separano dall'ultimo italiano ad aver vinto a Monza: era Ludovico Scarfiotti, il 4 settembre 1966, con la Ferrari. Prima di Antonelli, inoltre, nessun italiano vinceva un Gran Premio di Formula 1 dal successo di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006: quella serie era già stata interrotta da Kimi a marzo, con la prima vittoria in Cina. Il trionfo di Monza è diventato anche la cinquantesima vittoria ottenuta da un pilota italiano nella storia del Mondiale.Un dettaglio, però accende la componente emozionale intorno al Sinner della Formula 1. Antonelli ha fatto tutto questo con una Mercedes in uno sport in cui l'Italia, da sempre si identifica con il rosso della Ferrari. Lui ha stravolto anche questo aspetto rendendo possibile qualcosa che non è mai successo prima, ovvero che a Monza una parte del pubblico vestito di rosso si alzi comunque in piedi a esultare per una macchina argentata.Un ventenne che sta finendo in tutti i libri dei recordIl paragone con Sinner inizia a essere concreto e si realizza sostanzialmente nei record. A marzo, a Shanghai, è diventato il più giovane poleman di sempre in un Gran Premio di Formula 1, battendo il primato che Sebastian Vettel conservava dal 2008. Il giorno successivo ha vinto ed è diventato, dietro soltanto a Max Verstappen, il secondo più giovane vincitore della storia della F1. Due settimane dopo, vincendo anche in Giappone, è diventato il più giovane pilota ad aver mai guidato la classifica del Mondiale. Per l'Italia significava ritrovare un connazionale in testa al campionato per la prima volta dai tempi di Alberto Ascari.Poi sono arrivate Miami, Canada e Monaco: cinque vittorie consecutive, tutte le sue prime cinque in Formula 1. A Monte Carlo è diventato il più giovane vincitore del Gran Premio di Monaco e ha ottenuto il primo Grand Slam della carriera: pole, vittoria, giro più veloce e tutti i giri condotti in testa. Già dopo Miami aveva stabilito un'altra statistica mai vista: trasformare le prime tre pole position della carriera in tre vittorie consecutive.Dopo Monza, i numeri della stagione dicono sette vittorie, undici podi e sei pole position in tredici Gran Premi, con 267 punti e 66 di vantaggio su Russell. Antonelli ha appena compiuto vent'anni e potrebbe ancora diventare il più giovane campione del mondo della storia, togliendo a Vettel un record che dura dal 2010. Il titolo, però, appartiene ancora al futuro. Un'icona che sta già uscendo dalla pistaLa trasformazione sportiva sta procedendo insieme a un'altra, meno misurabile con i cronometri ma che quantifica il peso specifico di un personaggio nella cultura di massa. Fino a poco tempo fa Antonelli era conosciuto soprattutto dagli appassionati che seguivano kart, Formula Regional e categorie giovanili. Oggi il suo nome sta uscendo dai circuiti. In pochissimo tempo è esplosa la "Kimi-Mania": fenomeno che decreta sicuramente l'aura di quello che potrebbe essere non solo un futuro campione, ma il simbolo del nuovo sport italiano al pari di Sinner. A dare il polso della situazione è la comparsa del personaggio di Kimi Paperelli, nel numero 3693 di "Topolino", uscito il 2 settembre. L'Antonelli-Papero si è preso la copertina del fumetto più famoso in Italia.Sky, intanto, lo ha scelto come nuovo testimonial e lo ha affiancato ad Alessandro Del Piero nella campagna partita a fine agosto. Nello spot Antonelli trasloca nel famoso "condominio Sky" e scopriamo che tra i suoi scatoloni conserva proprio un poster dell'ex capitano della Juventus. La scena funziona anche involontariamente come passaggio di consegne tra due generazioni di campioni italiani: Del Piero aveva 32 anni quando Antonelli è nato. Perfino il suo nome ha cominciato a funzionare come materiale musicale. A febbraio Maxx Power e Carte Blanq hanno pubblicato un singolo dance intitolato semplicemente "Kimi Antonelli", che su Spotify ha superato le 740 mila riproduzioni; nel corso dell'anno sono comparsi altri brani che portano il suo nome.È qui che il paragone con Jannik Sinner comincia ad avere un senso. Sinner ha trasformato il tennis in un appuntamento nazionale anche per milioni di persone che prima guardavano soltanto Wimbledon o gli Internazionali. Antonelli sta facendo qualcosa di diverso in uno sport già popolarissimo in Italia. Il Mondiale dirà quanto sarà grande Kimi Antonelli. La gara del 6 settembre 2026, però, ha già deciso che come inizeranno i racconti su di lui tra vent'anni.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Kimi Antonelli è già nell'epica dello sport italiano
A vent’anni ha vinto il Gran Premio d’Italia partendo dalla diciannovesima posizione e completando 26 sorpassi, riportando un pilota italiano sul gradino più al













