Chi lo ferma ora questo Andrea Kimi Antonelli? Perché se la sfortuna non si mette di mezzo come a Silverstone e a Barcellona, il talento Mercedes mostra di averne più degli altri, proseguendo nel proprio sogno chiamato titolo Piloti che in F1, da parte di un italiano, manca da Alberto Ascari nel 1953. Se proprio l’ex ferrarista era stato raggiunto nel primato di pole stagionali sabato, dopo il primo posto ottenuto a Spa, il bolognese ha concesso il bis anche nella gara delle Ardenne, dopo aver dato dimostrazione a tutti, dalle seconde libere, di avere un giro secco e un passo per il GP superiori. La gioia per lui è anche vedere il suo compagno di box, George Russell, uscire subito di pista al primo giro in un contatto con Lewis Hamilton (penalizzato 5 secondi per il contatto e 4° finale).

La domenica di Spa sembra quasi il riassunto della stagione di Antonelli. Quando la Mercedes gli mette tra le mani una monoposto affidabile, il diciannovenne non sbaglia. Il sesto successo della carriera — che gli permette di eguagliare Riccardo Patrese al secondo posto tra gli italiani più vincenti (Ascari, primo, ne conta 13) — arriva al termine di una gara meno semplice di quanto racconti il risultato finale, ma proprio per questo ancora più significativa. Dopo aver respinto l’attacco di Max Verstappen (3° e sul podio) allo spegnimento dei semafori, ha dovuto ricostruire la propria corsa nel momento decisivo della gara. La Virtual Safety Car di metà GP, entrata per consentire la rimozione di alcuni detriti, ha infatti rimescolato le strategie, consentendo alla Ferrari di Charles Leclerc (2°) di ritrovarsi davanti alla Mercedes. Il sorpasso decisivo è arrivato soltanto a 10 giri dalla bandiera a scacchi, dopo che Kimi aveva già avuto la meglio sulla McLaren di Lando Norris (7° finale), autore di una bella rimonta dal 13° posto nonostante una sosta lenta.