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Ultimo aggiornamento: 13:26

L’Italia ha fatto colazione con la storia. Perché in uno sport tendenzialmente avaro di primati per gli atleti italiani, ora ne vanta uno bellissimo. Kimi Andrea Antonelli è diventato il pilota più giovane in 77 stagioni di Formula 1 a conquistare una pole position a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni. Battuto il primato di Sebastian Vettel che durava da 18 anni (Monza 2008), uno in meno rispetto all’ultima italiana di Giancarlo Fisichella in Belgio nel 2009. Ma non c’è molto da stupirsi perché Antonelli è sempre stato un campione di precocità.

Nel 2021 Mercedes lo ha inserito nel suo programma junior annunciandolo con la descrizione ben precisa (e lungimirante) “our future star”. Nel 2023 ha vinto il campionato di Formula Regional Middle East europea con due gare di anticipo, dominando la categoria. Poi il salto diretto in Formula 2 e neanche un anno dopo l’annuncio a una settimana di distanza come pilota titolare in Formula 1 per sostituire il detentore di ogni record di grandezza Lewis Hamilton.

E pensare che la storia di Antonelli in F1 è cominciata con uno schianto. Quando dopo dieci minuti delle prime prove libere è uscito alla Parabolica di Monza. L’attesa in macchina, qualche lacrima e il messaggio di Toto Wolff, che ha sempre creduto in lui, fin dal giorno zero: “Non importa Kimi”. Un nome di battesimo che rimane iconico per i tifosi Ferrari, quello di Raikkonen a oggi ancora l’ultimo campione del mondo in rosso nel 2007. Ma non è riferito al finlandese: i suoi genitori cercavano un secondo nome da affiancare ad Andrea e, un amico di famiglia, suggerì ‘Kimi’.