Sembra che tutti vogliano condividere il loro sacrificio. Se i fedeli potessero abbracciare i corridori, una volta fermi dopo la grande fatica e con i sai bianchi zuppi di sudore e polvere, lo farebbero. Per dire a tutti un semplice grazie, come se quell'esercito umano corresse per chiedere il bene per l'intera comunità che esalta per loro.

Quella per San Salvatore è diventata una fede contagiosa. Mai come questa volta si era vista tanta gente attorno a quell’esercito di uomini vestiti di bianco. Fedeli arrivati da ogni angolo dell'isola, ma soprattutto turisti che lasciano il Sinis affascinati dal rito.

Ieri sera 900 corridori hanno riportato il simulacro di San Salvatore dal villaggio campestre al paese lagunare: è l'ultimo atto della Corsa degli Scalzi. Sono le 19.30 e la bandiera rossa si vede in lontananza. Eccoli, si vedono. Nonostante la stanchezza, i corridori sono velocissimi e arrivano a Cabras come dei veri vincitori.

Vengono accolti dal calore del loro paese, vestito a festa e invaso dai turisti. Il tramonto alle loro spalle sembra voglia incorniciare questo grande momento di fede che a Cabras unisce tutti. In onore del Santo i mortaretti si fanno sentire per quasi mezz'ora.