C'è la fede, la storia antica che si ripete, la magia del rito, la fatica, ma anche tantissimi turisti che oggi vogliono assistere all'evento lungo i sentieri del Sinis: un modo per sentirsi parte di quella comunità "speciale" di 900 corridori. Ecco perché oggi, rispetto al passato, quando il pubblico non era così numeroso e gli scalzi erano molto meno, per la corsa di san Salvatore servono più regole. Per non mettere in pericolo chi corre da Cabras al villaggio, nei punti più affollati come l'arrivo del santo al villaggio, per la prima volta ci saranno diversi operatori della sicurezza che eviteranno l'invasione del percorso con delle funi. Si tratta di una delle novità dell'edizione 2026 annunciate questa mattina dal Comune durante la presentazione dell'evento.

I numeri Undici giorni di festa, dal 28 agosto al 7 settembre, tra il paese lagunare e il villaggio. Per la Regione si tratta di uno dei dieci "Grandi Eventi Identitari". Ecco perché sono grandi anche i numeri che girano attorno alla manifestazione: per organizzare verranno utilizzati circa 250 mila euro. Dal bilancio comunale sono stati stanziati 50 mila, dalla Regione 108 mila euro, altri venti mila dalla Fondazione Sardegna e 25 mila dalla Fondazione Mont'e Prama. E poi ci sono le risorse che mette a disposizione il comitato per i festeggiamenti civili.