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Schlein, Renzi, Bonelli e Conte collegato da remoto. A Cernobbio c’è tutto il centrosinistra. Compatti, all’apparenza, per inveire contro il governo Meloni.

La prima a sbraitare è la prima donna del Nazareno che, dal risiko bancario alla politica estera, non risparmia la premier e il suo esecutivo. Il suo nuovo alleato, Matteo, per seguire la linea, accusa Giorgia di aver consegnato ai posteri «un Paese con più poveri e meno potere d’acquisto». Per l’ecologista Angelone, poi, il centrodestra non si impegna abbastanza sull’emergenza climatica, come se il caldo dipendesse dalla destra a Chigi. E, infine, il sermone pacifista di Giuseppi, stavolta in streaming.

Non va meglio la parte relativa alle proposte. Qui emerge tutta la supponenza pentastellata. L’ex premier, infatti, sostiene di avere già la ricetta vincente su lavoro, ambiente, conflitti d’interessi e chi più ne ha, più ne metta. La segretaria dem, invece, riscopre gli «incentivi alla decarbonizzazione» e propone «di sostituire gli impianti di riscaldamento fatti con le fonti fossili con pompe di calore». Quello, a suo dire, è il modo migliore per spendere 14 milioni di flessibilità europea. Non manca, ovviamente, il solito passaggio sulla difesa comune e sull’isolamento dell’Italia nel vecchio continente.