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Un magistrato della Corte dei conti su due ha un incarico "extragiudiziario". Tradotto, oltre a scrivere le sentenze fa un altro mestiere per il quale viene remunerato a parte. Lo ha ricordato la scorsa settimana Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, rispondendo a una interrogazione presentata da Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che chiedeva conferma dei sorprendenti numeri riportati sul portale istituzionale della Corte dei Conti. Alla data del 3 luglio, su un organico di 496 magistrati contabili, quelli titolari di almeno un incarico in corso di svolgimento erano 246: il 49,6 per cento. I dati sono stati forniti al Governo dal Consiglio di presidenza della Corte dei conti nell'adunanza straordinaria del 4 agosto. Nel dettaglio: gli incarichi complessivamente in corso sono 497, di cui 53 "conferiti", 341 "autorizzati" e 103 per i quali si procede con una "presa d'atto". Dei 246 titolari di incarichi in corso, 99 hanno un solo incarico conferito o autorizzato e 56 ne hanno due: una quota significativa ne ricopre quindi almeno tre.

Ieri gli applausi scroscianti, oggi il silenzio totale: le toghe scaricano Sigfrido