Una non basta. Il governo tira dritto sulla separazione delle carriere di giudici e pm. E l'entusiasmo è tale che pensa di raddoppiarla. Nel mirino, dopo la magistratura ordinaria, finiscono ora i magistrati contabili. Fratelli d'Italia chiede di sdoppiare le carriere anche lì. Alla Corte dei Conti. Pm da un lato, giudici dall'altro. È la corte di Viale Mazzini la nuova "Bastiglia" della riforma delle toghe cavalcata dal centrodestra.

È scritto nero su bianco in un ordine del giorno firmato dal partito della premier Giorgia Meloni e presentato al disegno di legge - a firma dell'attuale ministro al Pnrr Tommaso Foti - per riformare la magistratura contabile. «La necessità di garantire pienamente i principi di terzietà e imparzialità della funzione giurisdizionale contabile, va assicurata attraverso una chiara distinzione tra i magistrati addetti alle sezioni e quelli appartenenti alle procure, tanto a livello centrale quanto territoriale», scrive un gruppo di senatori di via della Scrofa.

Nell'elenco, prime file come Andrea De Priamo, vedetta del partito in Commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. E ancora, i senatori Marco Lisei, Berrino, Campione, Della Porta. L'ordine del giorno, che ha ottenuto un via libera politico dei vertici, impegna il governo a «prevedere la separazione delle rispettive carriere tra i magistrati contabili assegnati alle sezioni e quelli requirenti assegnati alle procure, evitando qualsiasi commistione di ruoli, sia in sede centrale sia nelle sedi territoriali, e adeguando in tale prospettiva la componente elettiva del Consiglio di presidenza».