Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCondannato il difensore che salta le udienze. Scatta il patrocinio infedele perché il penalista, oltre a risultare assente nel dibattimento, non presenta la lista testi né comunica l’esito sfavorevole agli assistiti, che lo scoprono direttamente dalla sentenza. A inchiodare il legale sono le chat scambiate con i clienti. Il reato di cui all’articolo 380 Cp è a forma libera e ben può essere integrato da omissioni: non richiede il fine di nuocere, ma bastano coscienza e volontà di tenere una condotta contraria ai doveri professionali. Il danno agli assistiti può non essere patrimoniale ma costituito dalla perdita di chance, ad esempio la possibilità di chiedere la condizionale o la facoltà d’impugnare, mentre l’eventuale inerzia del legale d’ufficio non esclude la responsabilità penale del difensore di fiducia. Così la Cassazione penale, sesta sezione, nella sentenza n. 32866 del 04/09/2026.
Violazione reiterata dei doveri del difensore
Diventa definitiva la condanna a dieci mesi di reclusione inflitta all’avvocato all’esito del rito abbreviato. Il penalista difende marito e moglie in un procedimento per abuso edilizio: imposta la strategia difensiva confidando che i due assistiti avrebbero ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, cioè che avrebbe potuto favorevolmente incidere sull’esito del procedimento penale.







