La proposta di legge regionale sul reclutamento nella Pubblica amministrazione, nata con l’obiettivo di favorire lo scorrimento delle graduatorie degli idonei prima dell’indizione di nuovi concorsi, cambia volto e scatena la protesta di chi da mesi ne attende l’approvazione. Il punto che fa esplodere il caso politico è contenuto negli emendamenti presentati dal consigliere regionale della Lega Gianpaolo Bevilacqua e sottoscritti dal consigliere Marco Polimeni. La modifica più rilevante stabilisce infatti che “i principi e le modalità di scorrimento delle graduatorie previste nella presente legge verranno applicati per un periodo pari a 12 mesi dalla sua entrata in vigore, salvo ulteriori proroghe“. Una previsione che restringerebbe quindi a un solo anno l’orizzonte temporale della norma e che ha contribuito, nel corso della seduta di venerdì, al rinvio dell’esame del provvedimento nella prima commissione del Consiglio regionale.

La legge sugli idonei cambia strada

La proposta era stata presentata come un intervento destinato a incidere sulle modalità di reclutamento della Regione e degli enti interessati, dando priorità, nei limiti previsti, allo scorrimento delle graduatorie ancora vigenti rispetto alla pubblicazione di nuovi bandi. Il percorso legislativo, però, si è progressivamente complicato tra dubbi normativi, valutazioni politiche ed emendamenti. La scelta di prevedere una durata iniziale di appena dodici mesi viene adesso considerata dai rappresentanti degli idonei una modifica capace di ridimensionare profondamente la portata del testo iniziale. A guidare la contestazione è l’avvocato Luana Tassone, presidente nazionale del Gruppo idonei concorsi. “Attraverso gli emendamenti presentati dal consigliere Gianpaolo Bevilacqua (Lega) sottoscritti dal consigliere Polimeni, il testo originale della proposta è stato letteralmente svuotato di ogni efficacia vincolante, riducendo un’iniziativa potenzialmente storica a una scatola vuota, del tutto inutile e ridicola“, afferma Tassone.