Alla vigilia del confronto sulla legge per la valorizzazione degli idonei, il Gruppo Concorsi annuncia emendamenti e chiede un incontro ai partiti: "Chi supera un concorso resta nel limbo, mentre per altri le soluzioni si trovano subito"
“In vista della discussione che si terrà in data odierna in cui il Consiglio Regionale della Calabria è chiamato ad affrontare la proposta di legge dedicata alla valorizzazione degli idonei, intendiamo rompere gli indugi. Abbiamo già depositato le nostre proposte di emendamento presso il Consigliere Gianpaolo Bevilacqua, fornendo soluzioni tecniche concrete per superare l’immobilismo attuale”. E’ quanto afferma il Gruppo Idonei Concorsi – Regione Calabria.
La richiesta di un incontro alle segreterie politiche
Il Gruppo aggiunge: “Abbiamo inoltre inviato formale richiesta di incontro a tutte le segreterie politiche, sollevando un interrogativo che non ammette repliche evasive. Ad oggi, restiamo in attesa di un riscontro – certi che arriverà vista la solerzia dimostrata dalla Giunta Regionale in altri ambiti – teso dissipare la stasi attuale che congestiona tutto il pubblico impiego regionale. Non possiamo fare a meno di notare come, per la politica calabrese, il concetto di “merito” sembri essere una variabile dipendente dal destinatario. Se la Regione è riuscita a trovare la strada per sostenere i tirocinanti – nonostante questi ultimi non abbiano superato alcuna selezione pubblica ex articolo 97 della Costituzione – per quale motivo tale capacità risolutiva svanisce misteriosamente quando si tratta di professionisti che un concorso pubblico l’hanno superato, oltrepassando prove rigorose, studiando e investendo anni di vita? È doveroso chiarire: non contestiamo le politiche sociali in quanto tali, ma denunciamo l’ondivago sistema che premia chi non ha passato alcuna selezione pubblica e, di contro, relega nel limbo dell’attesa chi ha dimostrato competenza e preparazione. Questo non è “merito”: è una scelta clientelare che mortifica l’intelligenza di migliaia di idonei e tradisce i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione”.








