La delusione di Flavio Cobolli, la pazza idea di Luciano Darderi opposto ad Alex Zverev, l'entusiasmo del pubblico Usa per i tanti giocatori a stelle e strisce approdati agli ottavi, tra i quali la 18enne Iva Jovic, impostasi nella maratona contro un'altra stella emergente, la filippina Alexandra Eala.
Punti fermi del primo sabato agli Us Open, che lascia l'Italia in pista negli ottavi col solo Darderi dopo le uscite di scena prima di Lorenzo Musetti e poi di Cobolli, molto deluso per la prestazione contro il non irresistibile belga Alexander Blockx. "Sono molto triste, i miei livelli di energia erano più bassi dell'altro giorno, mi sentivo più rigido e più stanco" ha detto in conferenza stampa il romano n.6 al mondo, che si è lamentato dell'ambiente "molto rumoroso" a Flushing Meadows, ma senza collegarlo al suo risultato: "Non ho perso per il caos dagli spalti ma qui è difficile giocare. Siamo abituati a giocare in silenzio, nessuno si muove e nessuno parla. Qui è un'atmosfera molto diversa".
Una questione ricorrente nell'ultimo slam stagionale, come quello del fastidio per l'odore del fumo di cannabis, il cui uso è legale a New York, che si espande fin sui campi, o della piaga delle scommesse col suo giro d'affari vorticoso e le pressioni, dirette o indirette, sui giocatori e sulle partite. Il pubblico, per quanto indisciplinato, viene comunque sempre ringraziato dai giocatori. Lo ha fatto anche Zverev, riconoscente a chi è rimasto sugli spalti fino a notte alta per assistere al suo successo sul cileno Alejandro Tabilo (6-2, 7-6, 6-2). Dopo le maratone dei primi due turni, con nove ore e mezzo complessive di gioco, Zverev ha impiegato 'solo' 2 ore e mezza per raggiungere gli ottavi.











