Una parte crescente dei contenuti pubblicati sul Web presenta caratteristiche linguistiche associate all’uso dell’Intelligenza Artificiale.

A rilevarlo è uno studio del Pew Research Center, che ha esaminato 490.000 pagine in lingua inglese raccolte da Common Crawl tra gennaio 2021 e luglio 2026.

I ricercatori hanno utilizzato Open Pangram, un modello di rilevamento progettato per individuare schemi statistici compatibili con testi generati o sostanzialmente modificati dall’AI. Nel campione complessivo, il 10% delle pagine mostra segnali significativi di intervento artificiale. Limitando l’analisi alle pagine pubblicate dopo il 30 novembre 2022, data del debutto pubblico di ChatGPT, la quota supera invece un terzo.

L’AI lascia segnali sempre più visibili nelle pagine Web

Il dato cambia sensibilmente in base al tipo di dominio. Nel campione relativo al 2026, circa il 10% delle pagine con estensione .com presenta segnali compatibili con la scrittura AI, contro il 4,6% dei siti .org e circa l’1% sia per .edu sia per .gov. La differenza suggerisce una diffusione non uniforme degli strumenti generativi, anche se il metodo non consente di stabilire con certezza chi abbia scritto una singola pagina.